IL MAGO DI OZ

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Bastavano le tanto contese scarpette rosse per realizzare un viaggio magico!
Una giovanissima Judy Garland nelle vesti di Dorotea è la protagonista che interpreta Dorotea, una ragazzina che vive in una fattoria del Kansas insieme agli zii e all’amato cagnolino Totò.
E’ proprio Totò a dare inizio alla storia: il cagnolino ha morsicato una caviglia della bisbetica Almira Gulch intenta ad acchiappare l’animale per fargliela pagare per aver inseguito il suo gatto e con un’ordinanza dello sceriffo che consente l’abbattimento del povero Totò.

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Ma un tornado inizia ad abbattersi sulla prateria e mentre i familiari di Dorotea si rifugiano inuno scantinato, lei corre in camera ma viene colpita dall’anta di una finestra.
Inizia qui il magico viaggio in mezzo a piccole casette e una stradina dorata. Al suo cospetto si presenta subito Glinda, la strega buona del Nord, pronta a ringraziarla per aver ucciso (senza saperlo) la cattiva strega dell’Est: la sua casa è infatti caduta sopra la megera. Gli abitanti festeggiano l’avvenimento ma è proprio durante questo felice momento che si fa viva la crudele strega dell’Ovest, sorella della deceduta. La strega tenta di prendere le scarpette magiche rosse della defunta ma, non appena questa si avvicina, con sua grande sorpresa queste scompaiono per riapparire ai piedi di Dorothy che avendo ucciso la proprietaria, ne è ora la padrona. La strega dell’Ovest va su tutte le furie giurando di vendicarsi sulla ragazzina e sul suo cagnolino. Dorothy intimorita chiede l’intervento di Glinda che le consiglia di raggiungere il mago di Oz il quale, grazie ai suoi immensi poteri, riuscirà a ricondurla a casa. Ed ecco che inizia il viaggio verso la città di smeraldo, capitale del regno di Oz.

Durante il tragitto incontra tre nuovi amici: uno spaventapasseri il cui più grande desiderio è possedere un cervello, un uomo di latta che vorrebbe avere un cuore e infine un leone a cui manca il coraggio. Dorothy consiglia ai tre di accompagnarla alla città di smeraldo per chiedere al grande Oz di esaudire i loro desideri. Giunti quasi alla meta la cattiva strega dell’Ovest tende loro una trappola: strega il campo di papaveri che antecede il regno con una pozione soporifera. L’intento di ostacolare i quattro viaggiatori non va a buon fine poiché la buona Glinda interviene spezzando l’incantesimo. Dorotea e i suoi nuovi amici raggiungono il regno dove vengono festosamente accolti. Per esaudire tutte le richieste, il mago di Oz ordina ai quattro di recarsi nella dimora della cattiva strega e di portarle via la scopa. E’ proprio lì che ha luogo il duello tra la protagonista e la megera (sempre intenta ad impossessarsi delle scarpette rosse). La strega dell’Ovest decide di divertirsi usando i poteri ma ad avere la meglio sarà il gruppo di amici: la strega, insofferente all’acqua, a contatto con essa si scioglie.

Superata anche quest’avventura i personaggi ritornano al cospetto di Oz che non sa come esaudire i desideri poiché egli è soltanto un uomo (arrivato nella città di smeraldo per caso, con una mongolfiera) che si è fatto beffa di tutto il popolo per anni, utilizzando pochi trucchi del mestiere. Tuttavia i desideri dello spaventapasseri, dell’uomo di latta e del leone sono stati esauditi poiché il lavoro di squadra ha contribuito a far emergere in loro le qualità desiderate. Per quel che riguarda Dorotea e Totò, la strega buona svelerà che per tornare a casa è necessario sbattere tre volte le scarpine rosse. Dorotea si ritrova a casa circondata dagli zii, da Hunk, Zeke, Hicktor (in loro rivede lo spaventapasseri, il leone e l’uomo di latta) e dal professor Meraviglia (il mago di Oz).

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Viene riassunto così dal regista Victor Fleming il primo dei 14 libri scritti da L. Frank Baum intitolato “Il meraviglioso mago di Oz”.
Famosissima è la colonna sonora “Over the Rainbow” sulla musica di Harol Arlen con testo scritto da E. Y. Harburg e interpretata da Judy Garland.

Il film, considerato da sempre un capolavoro ha vinto nel 1940 l’Oscar come miglior colonna sonora e quello per la miglior canzone, oltre ad altre 4 nomination.
Fleming ricevette inoltra una nomination Palma d’oro al Festival di Cannes del 1939.

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