I luoghi dello spettacolo

By  |  0 Comments

Quando nascono i teatri? L’antica Grecia, con le sue colonie, è la culla del teatro occidentale: qui sono stati costruiti anche i primi edifici appositamente progettati per le rappresentazioni. Da semplice spazio delimitato da panche di legno per il pubblico si è passati a grandiose opere architettoniche. Nel V secolo a.C. il cuore dello spazio teatrale era l’orchestra (dal greco orchéomai: mi muovo danzando), l’area riservata alle danze del coro. Solo in seguito si costruirono il palco (logéion) – lungo e stretto, sorretto a circa quattro metri dal suolo da un colonnato – e un grande fondale, la skené, davanti a cui recitavano gli attori. Il pubblico poteva accomodarsi sulle gradinate o, nel caso di personalità politiche o religiose, su grandi sedili di marmo (famosi quelli del teatro di Dioniso ad Atene) collocati lungo la circonferenza dell’orchestra e spesso riccamente ornate.
Se i teatri greci venivano costruiti su pendii naturali, quelli romani si fondarono su strutture autoportanti caratterizzati dalle sequenze di archi e volte in muratura (basti pensare al celebre Colosseo di Roma).
Dopo il periodo buio del Medioevo caratterizzato dalla dismissione degli spazi teatrali è col Rinascimento che si ritorna all’interesse per il teatro col graduale passaggio dalla scena temporanea allo spazio appositamente concepito.
Il Teatro Olimpico di Vicenza realizzato su progetto di Andrea Palladio fu inaugurato nel 1585: il teatro – considerato il primo dell’epoca moderna – riprende i modelli classici, com’era consuetudine nel Rinascimento.
La Sala d’Arme del palazzo della Pilotta di Parma fu riadattata a teatro nel 1618 diventando quello conosciuto oggi come Teatro Farnese: nella cavea con pianta a ‘U’, i 14 gradoni potevano ospitare ben 3000 spettatori.
La concezione del teatro evolve lasciando l’impianto a gradoni verso la forma oblunga, il pavimento inclinato della platea, con numerosi ordini di palchetti lungo le pareti per il pubblico e un palcoscenico molto sviluppato in profondità e in altezza, per consentire la realizzazione di scenografie maestose. Di questo modello “teatro all’italiana” si possono ricordare a Napoli il teatro Mercadante e il teatro San Carlo, a Milano il Teatro alla Scala e a Venezia il Teatro La Fenice.